In questi giorni mi sento molto chiusa in gabbia, peggio dell’anno scorso, quando con la “novità” del lockdown e la fiducia che questa pandemia sarebbe finita presto –#andràtuttobene – le giornate passavano più velocemente. Ora posso dire di averne fin sopra i capelli di tutto ciò, anche se so di non essere l’unica in questa situazione, ma questo non cambia il mio pensiero. Basta!

Mi capita di pensare che in un passato ormai lontano ero appena tornata da un educational (viaggio di lavoro) in qualche posto al caldo e con un abbronzatura invidiabile e stavo programmando un viaggetto con la socia Vittoria ed invece no, il massimo che posso programmare è la camminata in giro per le strade della mia città: Como.

Indi per cui, curiosando su Internet, ho trovato milioni di articoli che parlano di cosa fare, dove andare, dove mangiare, i 10 posti belli da visitare e via così. Allora mi sono detta: “Perché non suggerire anche io, super comasca, di come sfruttare al meglio la giornata da queste parti?” E vi voglio dire proprio tutto, da quando mi alzo alla mattina a quando torno a casa la sera. Tranquilli: per ora prima delle 22, sia mai che sforo il coprifuoco!!!

Apro la finestrella della mia umile abitazione e, se mi abbasso un po’, posso vedere il monumento che mi fa sentire a casa ogni volta che torno da un viaggetto: il Baradello

qui sto guardando la vastità del c...o che me ne frega in uno dei miei soliti periodi down

Lo sapete che sorge su un monte e la posizione altamente panoramica era stata scelta a scopo difensivo e per controllare la zona sottostante? In giornate perfettamente limpide si può scorgere Milano.Comunque, dopo questa premessa, vi dico che se vi va di fare una passeggiata e volete allontanarvi dal caos cittadino (in questo periodo si fa per dire) alla fine della Via Napoleona, cercate parcheggio (li trovate gratuiti in Via Anzani o Via Leoni) e poi incamminatevi verso Piazza San Rocco, prendete Via Teresa Rimoldi e dopo 300 metri, prima di un condominio sulla destra, ci saranno delle scalette ripide in salita. Iniziate a salire e via verso il Castello. Potete fare la strada asfaltata ma vi consiglio, più o meno sulla curva, di entrare nel bosco (c’è un piccolo sedile di roccia come riferimento e se vi trovate sulla destra una croce tornate indietro, siete andati troppo in alto). Da lì non potete perdervi. Non seguite l’indicazione per Cascina Respaù – a meno che volete mangiare qualcosa, allora assolutamente sì! D’estate si mangia in un intimo cortiletto ed il cibo è delizioso – perché il Baradello è verso sinistra. Comunque ci sono le indicazioni e sicuramente troverete qualcuno che vi darà una mano. (Ormai siamo diventati tutti amanti del trekking e della montagna😉).

Il Castel Baradello fa parte del Parco Spina Verde: se avete più tempo, perdetevi in questo polmone verde a due passi dalla città, altrimenti tornate indietro e fermatevi a fare una buona colazione.

Di solito mi piace andare vicino a casa, per la mia pigrizia e per l’orario in cui mi alzo la mattina. Diciamo che non sono una buona mattiniera e che preferisco godermi più ore di sonno possibili. Comunque a voi non interessa la posizione, men che meno le mie abitudini di vita😊, ma immagino che vorreste trovarvi davanti ad una vasta scelta di brioches e pasticcini, oltre che ad un buon caffè o spremuta di arancia. Allora vi comunico che:

-la Pasticceria Dolciamo situata in Via Borgovico Vecchia, fa al caso vostro. E’ dislocata poco fuori dal centro città, quindi se vi interessa avere anche la vista lago non è il posto giusto, se invece volete incominciare la giornata alla grandissima, allora avete scelto bene! Inoltre la via qui sopra menzionata è molto carina ed è un pezzo della nostra storia. Se doveste arrivare con il treno a Como San Giovanni scendete la scalinata, in fondo troverete due mani giganti ad accogliervi e subito a sinistra inizia la Via Borgovico Vecchia. Piena di botteghe, di ristoranti (favoloso il bistrot Figli dei Fiori, per trovare posto devi assolutamente prenotare e ricordati di chiedere di mangiare nella serra. E’ molto romantica), pub (il Birrivico: specialità oltre alle birre: i cafoncini e la torta guinness, da leccarsi i baffi), piccoli hotel e cortili nascosti (in uno trovate anche un asilo dei cani per i vostri amati animaletti). In più ho ricordi di tappe notturne dopo serate in discoteca (bei tempi) al mitico Il Forno o meglio il Focacciaro. Inutile dirvi di che cosa mi facevo scorpacciate.

Proseguiamo che non c’è tempo da perdere. Vi va di passare in un giardinetto e leggere un libro in prestito? Si chiama Il Labirinto delle Rose. E’ piccolino, ha due/tre panchine ed è adiacente al parcheggio centro Lago, ma se capitate in primavera rimarrete abbagliati dai colori dei fiori e vi potrete concedere un attimo di relax prima di entrare nelle mura.

Ed ora via nel centro storico. Ci sono le strade e le piazze più toccate che sicuramente sono da andare a vedere. Da Piazza San Fedele con le sue case rinascimentali dalla struttura in legno a vista e con un sole ed una luna nascosti. Guardate in alto verso il cielo, su un edificio vicino alla chiesa e cercate. Non vi svelo altro. Poi abbiamo  Piazza Duomo, con la cattedrale di Santa Maria Assunta. Anche qua troviamo una particolarità: la porta “della rana” per una decorazione ormai quasi del tutto perduta che il Rodari vi aveva inserito sul fianco sinistro. C’è chi dice che il lago sia arrivato fin lì (durante un’esondazione tra le tante) o che la rana (simbolo anche della metamorfosi) indichi all’uomo la trasformazione necessaria, la spinta al cambiamento. In base alle giornate e al mio stato d’animo credo ad una o all’altra diceria. Momentaneamente ho bisogno di un cambiamento. Quindi… Continuiamo con la famosissima Piazza Cavour un terrazzo sul lago. Un tempo veniva usata come porto cittadino, oggi o meglio ieri, come spazio per concerti , spettacoli ed esposizioni letterarie. Potete prendervi un panino d’asporto a El Merendero o una tigella alla Tigella Bella e mangiare seduti sulle panchine, circondati dalla meravigliosa vista sul Lago e da piccole cascatelle. Poi c’è Via Vitani a me molto cara. All’età di 14 anni ho partecipato ad un concorso di “bellezza” dove si vinceva in base alla somiglianza di una Dama: la Dama della Cortesella. Alla fine sono stata proclamata vincitrice. Volete vedere se effettivamente gli somiglio? Guardate verso il secondo piano degli edifici che vi trovate sulla destra all’inizio della via, se arrivate da Via Cinque Giornate, o sulla sinistra alla fine della via se arrivate dall’altra parte. Ci sarà una donna a fissarvi da una finta finestra. Paura?

Queste che ho appena nominato sono le strade e piazze più toccate e viste, più paparazzate, dove ci passi per forza anche se vuoi fare un po’ di shopping, ma non fermatevi qui, perdetevi e seguite le contrade – nomi antichi di alcune vie conosciute grazie al Palio del Baradello. La sfilata finale che si tiene verso il 10 settembre di ogni anno è uno dei miei eventi preferiti – potreste ritrovarvi in una piccola piazza di nome Martinelli dove – pre covid – in estate faceva da location al cinema all’aperto. Stelle e film, un connubio perfetto. Oppure subito dietro il Duomo si trova Piazza Verdi, un tempo c’era un parcheggio ed un albero, un cedro per la precisione e quanto ci siamo lamentati per la decisione che era stata presa di togliere tutto e lasciare la zona completamente pedonale, noi “lamentoni” che abbiamo paura delle novità ed invece poi ci siamo ricreduti. Ora quando arrivo qua mi ritrovo su questo “tappeto bianco gigante” che ti porta all’ingresso di uno dei più antichi teatri del Nord Italia: il Teatro Sociale. La musica si sente ancora. Per adesso ci basta ascoltare le note nell’aria. Per adesso!

Ed ora via, ce n’è ancora tanta di strada da fare. Vi porto verso la mia passeggiata preferita, il mio luogo di riflessione ed il mio covo di momenti romantici e di progetti incompiuti. Sto parlando della strada che porta a Villa Olmo. Partendo da Piazza Cavour, guardando il lago, incamminatevi verso la vostra sinistra, passerete di fianco al parco giochi creato grazie a Zambrotta: se avete dei piccoli marmocchi potete tranquillamente “parcheggiarli” lì 🙂 oppure se proseguite troverete un viale alberato ed altri divertimenti per i vostri bimbi; dal tappeto elastico al trenino. Di fronte a voi c’è il famoso Tempio Voltiano un museo scientifico italiano, luogo d’incontro famosissimo per chi saltava la scuola, quando ancora si andava a scuola e DAD era solo l’abbreviazione di daddy e nient’altro. Poi lo Stadio Sinigaglia sulla sinistra che userei per concerti e feste e non solo per le partite di calcio, così per dire ed infine eccoci alla Via Simone Cantoni, all’Hangar dove partono gli idrovolanti, ai cigni e alle paperelle che si contendono il cibo dato dai passanti, ai ciclisti, agli sportivi, al mano nella mano e agli angoli più fotografati di questa città. Per arrivare a lei, la regina indiscussa delle ville: Villa Olmo queen. Davanti hai una vista spettacolare di tutto, dal Monumento dei Caduti alla “rivale” delle passeggiate Viale Geno e dietro un immenso prato d’erba dove puoi sdraiarti e guardare l’imponente struttura davanti a te ed immaginarti la vita sfarzosa di una volta. Se non siete stanchi e volete camminare ancora un po’ o semplicemente defilarvi da qualcuno, proseguite verso il Chilometro della Conoscenza, un percorso che vi porta verso altre ville e vi fa respirare aria pulita, circondati da alberi e nel periodo estivo anche da zanzare. Un insetto-repellente in borsa, please.

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Il sole inizia a scendere e vogliamo capire dove godere di un bel tramonto. Vi do due possibilità:

  1. Cernobbio solo se vi state muovendo con una bicicletta o se siete delle instancabil* wonderwoman. Se fosse così 10 minuti di strada vista lago, con l’unico inconveniente che al vostro fianco passeranno anche le macchine e vi ritroverete in uno degli scenari più suggestivi. Un piccolo gioiello sulla sponda occidentale del Lago. Ricordatevi di buttare un occhio, durante il vostro percorso a: Villa Bernasconi ed il bar Anagramma (dietro ci sono degli attrezzi sportivi che potete utilizzare) e alla famosissima Villa Erba location per: film come Ocean’s Twelve o serie tv come Made in Italy, la serie (ci sono anche io come sfondo da parati😁); per congressi e fiere tra cui l’Orticolario: un evento autunnale di cui la natura diventa ispirazione del proprio stile di vita. A questo punto per cena fermatevi all’Osteria del Beuc, sempre previa prenotazione ed assaggiate lo gnocco fritto. Adoroo!
  2. Piazza Volta non l’ho nominata prima apposta perché volevo tenerla in conclusione. Si trova sempre nel centro storico ed è la piazza più popolata, soprattutto nei periodi in cui si può uscire senza troppi pensieri e verso sera ragazzi e persone si danno appuntamento qui per godersi di un buon bicchiere di vino a Il Sorso, un cocktail ricercato all’ Hemingway, un aperitivo al Krudo e negli altri bar o ristoranti qui presenti. Non li ho provati tutti, per ora. Dopodiché se avete ancora fame e gli stuzzichini non vi sono bastati spostatevi verso zona Como Borghi e provate la pizza più buona che, a mio parere, si trova in città: nella pizzeria Cardamomo , il proprietario arriva dal Marocco e l’ambiente ve lo ricorda. Unica pecca è l’attesa. Abbiate pazienza, mettetevi il cuore in pace ed aspettate. Non vedrete l’ora di ritornarci.
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Si conclude qua la giornata in quel di Como, ci sarebbero altri luoghi da raccontarvi ma abbiamo solo 24 ore e quindi per adesso va bene così. La prossima volta vi parlerò delle mie fughe dalla città sul decimo lago più bello al mondo…Como nel cuore.

P.S. questo articolo è stato scritto durante il secondo lockdown causa Covid-19 quindi spero tanto che quando lo leggerete, i locali nominati saranno ancora aperti. Incrociamo le dita.

See you soon dalla vostra chica Laura

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